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Georges Brassens - Canzone autografata

Georges Brassens (1921 - 1981),
Manoscritto autografo della canzone "Le revenant".

Nessun luogo di emissione; 1 1/4 pagine in quarto su carta millimetrata con fori di rilegatura nel margine senza compromettere il testo.

Ritrovato il manoscritto di una delle ultime canzoni che Brassens non ebbe il tempo di registrare prima della sua morte, avvenuta il 29 ottobre 1981. La canzone "Le revenant" fu musicata ed eseguita da Jean Bertola nel 1982, poi da Maxime le Forestier.

Il manoscritto fu copiato con alcune cancellature e correzioni marginali. Brassens, perfezionista come sempre, dedicò molto tempo alla revisione del testo fino a ottenere la versione desiderata. È chiaro, ancora una volta, che il poeta non ottenne la versione definitiva in questa bozza; alcuni versi furono omessi dal testo finale e altri versi furono rielaborati.



"Confortevole, tranquillo, abitato"
Da persone molto gentili
Tale era il bel piccolo cimitero dove
Aveva il suo buco
Poiché non si è rassegnato
Essere passati dalla vita alla morte
Decise fantasiosamente di tornare al
Ridere è un'idea da veri idioti

Qui giacciono i vecchi morti, gli anziani.
Le coraggiose tombe imbiancate
Così che potesse invertire la sua folle decisione
Hanno parlato invano
Ricostruendo il suo scheletro
Dandogli una lavata veloce
Prese il cappotto, il bastone e il cappello.
E la chiave del campo di riposo

Di ritorno a casa dopo il ritorno
Il suo cane non lo ha riconosciuto
E morde uno degli ossi più importanti
In due morsi
Per lenire la sua emozione
Pensò di fare una libagione

Entrato nell'alcova
Vide che la sua vedova era in lutto
Aveva accertato la sua vedovanza completata
Qualcuno nel loro letto
Ha capito a prima vista

Che non era più in lutto

Allora, miserabile, vacillante nella sua fede

È morto una seconda volta



Il pettegolezzo all'alba

Raccolse le ossa sparse in giro.

E li vendette per una miseria.

Agli studenti di medicina

E da allora, questo cadavere

Sulle note di una vecchia melodia cantilenante

Per ammazzare il tempo, per distrarsi dalle preoccupazioni

Canta, oh quanto ci annoiamo qui



Radunando le persone insieme

Per condurre ai campi

Le rape della gente e la gente

Ho finito per fare amicizia con i becchini

A proposito, ne sono orgoglioso.

Attraverso di loro ho appreso la storia epica di questo illustre cadavere

Chi in un anfiteatro o in una vecchia canzone

Cantato (…)



Morto se ritorni sulla Terra

Per vedere che il presbiterio

Ha perso il suo fascino e questo è tutto.



E il giardino in tutto il suo splendore.
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